
Il burnout è una sindrome di disagio psicofisico (può essere considerato come un tipo di stress lavorativo) che colpisce le professioni coinvolte quotidianamente in attività che comportano continue relazioni con persone che vivono una situazione di disagio e sofferenza: le cosiddette professioni di aiuto.
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Condividi su XIl termine burnout, che in italiano può essere tradotto con bruciato, esaurito, scoppiato, viene usato per la prima volta in ambito sportivo nel 1930. Lo stesso termine è stato poi ripreso nel 1970 dalla Dr.ssa Cristina Maslach, per indicare un insieme di disturbi comportamentali che colpivano i professionisti coinvolti in relazioni interpersonali con grande impatto emotivo.
Inizialmente associato alle professioni sanitarie, negli anni ha visto il coinvolgimento di tutte le categorie di lavoratori a contatto costante con il pubblico. Nel 1987 viene definito come depressione professionale manifestata attraverso:
Il burnout si sviluppa più frequentemente in quelle situazioni dove è molto evidente la discordanza tra la natura del professionista e quella dell’ambiente lavorativo. Molti studi hanno dimostrato che il problema non è solo individuale ma anche sociale.
I principali fattori includono: eccessivo carico di lavoro, monotonia, richieste non pertinenti col proprio ruolo, o riorganizzazioni del personale impreviste. Intervengono inoltre fattori personali come l’introversione o la tendenza a porsi obiettivi irrealistici.
I sintomi possono essere sia di tipo psichico che fisico. Si arriva ad una vera e propria manifestazione patologica: stanchezza cronica, sensazione di fallimento, insonnia, vertigini, inappetenza, crisi di ansia e problemi gastrointestinali.
Esaustione emozionale e fisica, incapacità di recuperare energia.
Indifferenza e distacco verso l'attività lavorativa (depersonalizzazione).
Percezione di inutilità e compromissione delle prestazioni.
Tutti i profili professionali sanitari sono particolarmente esposti. Molti studi riguardano gli infermieri, a causa di un contatto diretto e prolungato con i pazienti. Incidenze elevate si riscontrano anche nei reparti di Terapia Intensiva e tra i Medici di Medicina Generale (30-40% soffre di burnout).
Prevenzione e formazione sono fondamentali. Il burnout è un indicatore di lacune organizzative, quindi è importante promuovere la salute nei luoghi di lavoro: definire obiettivi realistici, organizzare programmi di formazione e distribuire equamente il carico di lavoro.
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