
Attualmente milioni di pazienti nel mondo sono stati trattati con medicinali biologici approvati per la cura o la prevenzione di malattie gravi e talvolta rare. Le terapie ottenute con il contributo delle biotecnologie sono tuttavia gravate da costi elevatissimi.
In questo scenario i biosimilari, che sono una copia dei farmaci biologici non più soggetti a copertura brevettuale, rivestono un ruolo fondamentale, poiché offrono un adeguato accesso alle cure contribuendo contemporaneamente alla sostenibilità finanziaria dei sistemi sanitari.
I Farmaci Biologici mimano l’azione di sostanze normalmente presenti nell’organismo, prodotti in laboratorio attraverso organismi geneticamente modificati. Le procedure di sintesi rappresentano elementi di unicità: per la variabilità intrinseca delle molecole, sono particolarmente difficili da caratterizzare e da riprodurre.
Per questo motivo le Agenzie Regolatorie controllano che ogni processo avvenga in ottemperanza alle Good Manufacturing Practices (GMP) e alle Good Distribution Practices (GDP).
Con il termine biosimilare – dall’inglese Similar Biological Medicinal Product – viene indicato un medicinale simile a un prodotto biologico di riferimento già autorizzato nell’UE per il quale sia scaduta la copertura brevettuale.
A differenza dei farmaci equivalenti (molecole piccole di sintesi chimica), i biosimilari sono molecole complesse e di grandi dimensioni prodotte da organismi viventi. Per questa ragione:
In Italia la posizione dell’AIFA chiarisce che i medicinali biologici e biosimilari non possono essere considerati alla stregua dei prodotti equivalenti, escludendone quindi la vicendevole sostituibilità automatica.
La scelta di trattamento rimane una decisione affidata al medico specialista. Tuttavia, i biosimilari sono l'opzione da preferire per i soggetti naive (di nuova diagnosi), garantendo l'accesso a terapie innovative con un profilo di sicurezza validato dall'EMA.
Nonostante rappresentino una buona opportunità di risparmio, in passato i consumi in Italia sono risultati inizialmente limitati. I principali farmaci biosimilari disponibili riguardano l'epoetina alfa, la somatropina e il filgrastim.
I medicinali biosimilari rappresentano un’opportunità irrinunciabile per la sostenibilità del sistema sanitario nazionale e per lo sviluppo di un mercato competitivo, necessario alla sostenibilità delle terapie innovative.
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