
La condizione è distribuita in modo abbastanza uniforme ovunque, indipendentemente da variabili di etnia, clima, dislocazione geografica e tende a incidere maggiormente nei segmenti socio-professionali a maggiore sedentarietà colpendo in egual misura uomini e donne.
Per queste ultime la problematica si manifesta con maggiore frequenza in occasione dei cicli mestruali e durante le gravidanze. Il disturbo, spesso sottovalutato, è la quarta causa di disabilità professionale e, in Italia, è la principale causa di disabilità sotto ai i 45 anni.
Di fatto il dolore può comparire in ogni punto della schiena ma quasi nel 90% dei casi colpisce più frequentemente la zona lombare della colonna vertebrale. Le cause che provocano il mal di schiena sono numerose e possono essere raggruppate principalmente in:
Il dolore cambia d’intensità e durata, variando da una sensazione sorda e insistente a una fitta improvvisa e acuta che impedisce il movimento. La durata divide la condizione in tre fasi:
Pochi giorni o settimane
Da 4 a 12 settimane
12 settimane o più
Dai rimedi topici (pomate e cerotti) all'utilizzo di farmaci, fino agli interventi chirurgici e alla fisioterapia, le opzioni sono molteplici. Tuttavia, l'attuale stampa medica internazionale pone l'accento su due criticità:
Le raccomandazioni per la prevenzione e la cura del dolore si orientano verso stili di vita sani, controllo del peso e attività fisica equilibrata.
Se la problematica persiste, si raccomanda la fisioterapia affidandosi a personale qualificato. L’intervento fisioterapico riequilibra strutture fisiche e flussi energetici, producendo risultati immediati e prolungati. Spesso costituisce il punto di partenza per un nuovo comportamento di vita quotidiana.
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Articolo scritto da Dario Pasqualini, Sales Consultant per Medical Evidence.