
La pediculosi è un’infestazione molto comune provocata dai pidocchi, piccoli parassiti di colore bianco-grigiastro che vivono solo sull’uomo e ne succhiano il sangue. Non c’è una correlazione stretta tra l’igiene personale e la diffusione dei parassiti: le infestazioni sono frequenti in ogni classe sociale.
La trasmissione avviene per contatto diretto con persone già infestate o attraverso lo scambio di effetti personali (cappelli, pettini, cuscini). I più colpiti sono i bambini in età prescolare e scolare (3-11 anni) e le loro famiglie.
Esistono tre specie principali: il pidocchio della testa (Pediculus capitis), quello del corpo (ormai raro) e quello del pube (piattola). L’infestazione provoca prurito intenso e lesioni da grattamento, che possono portare a infezioni secondarie e linfoadenite regionale.
Negli ultimi tempi si assiste ad un incremento dell’infezione anche tra gli adolescenti, in parte dovuto alla diffusione dei selfie di gruppo, che favoriscono il contatto prolungato tra le teste.
Il ciclo uovo-uovo dura circa tre settimane. Le uova (lendini) si schiudono in 7-10 giorni a una temperatura ottimale di 32°C. Le femmine le depositano alla radice dei capelli con una colla resistentissima.
La prevenzione si basa sull'educazione a pratiche igieniche corrette: evitare la condivisione di pettini, spazzole e cappelli. Il controllo frequente dei bambini nelle comunità scolastiche rimane lo strumento più efficace per limitare la diffusione nel nucleo familiare.
In commercio esistono prodotti pediculocidi (piretrine naturali, piretroidi sintetici, malathion) in varie formulazioni (shampoo, gel, mousse). Questi prodotti sono tossici per ninfe e adulti, ma hanno proprietà ovicide variabili: è sempre bene consultare il medico o il farmacista per il trattamento più idoneo.
Molti "rimedi naturali" popolari, come l'olio d'oliva o il balsamo, non hanno reali proprietà pediculocide. La loro efficacia è spesso legata solo all'azione meccanica di lubrificazione che facilita il passaggio del pettine a denti fitti. Sostanze infiammabili come benzina o cherosene sono assolutamente da evitare per i gravi rischi di ustione.
L’uso topico di ivermectina allo 0,5% in lozione ha dato risultati molto convincenti in studi randomizzati, con tassi di successo fino al 95% dopo due giorni senza l'uso del pettine. Approvata dalla FDA nel 2013, questa terapia può essere un'alternativa valida per le infestazioni particolarmente resistenti.
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Articolo tratto dalla lezione della Dott.ssa Paola Gobbi: “Pediculosi: linee guida internazionali nella prevenzione e nel trattamento”.