Radiazione Ottica e Tessuti Biologici
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    Oculistica
    22 Ottobre 2018
    Mei Team

    Radiazione Ottica e Tessuti Biologici

    La radiazione ottica emessa da una sorgente naturale o artificiale, può interagire con i tessuti biologici di un soggetto esposto, provocando effetti termici e fotochimici prevalentemente su occhio e cute.

    L’Interazione della Radiazione Ottica con i Tessuti Biologici

    La radiazione ottica emessa da una sorgente naturale o artificiale, può interagire con i tessuti biologici di un soggetto esposto. Questa interazione porta a un assorbimento di energia da parte dei tessuti prevalentemente negli strati esterni del corpo umano, di conseguenza la maggior parte degli effetti biologici sarà a carico di due strutture in particolare: l’occhio e la cute.

    Interazione Fotochimica e Interazione di Tipo Termico

    Differenti lunghezze d’onda sono caratterizzate da meccanismi d’interazione diversi che possono essere riassunti in due categorie: interazioni di tipo fotochimico e interazioni di tipo termico.

    Interazione Fotochimica

    Reazioni chimiche catalizzate dall’assorbimento di energia, provocate principalmente da radiazione visibile e/o ultravioletta. Hanno un effetto cumulativo nel tempo.

    Interazione Termica

    Reazioni che aumentano la temperatura corporea, provocate principalmente da radiazione infrarossa e/o visibile. Beneficiano del frazionamento dell’esposizione.

    "A differenti lunghezze d’onda corrispondono diversi meccanismi d’interazione: le #InterazioniFotochimiche e le #InterazioniTermiche."

    Effetti Stocastici ed Effetti Deterministici

    Gli effetti biologici indotti dalle radiazioni ottiche possono inoltre essere divisi in: effetti deterministici ed effetti stocastici.

    • Effetti DeterministiciCaratterizzati da un livello di soglia di esposizione, superato il quale l’effetto si manifesta. Il tempo di insorgenza del danno è tipicamente breve.
    • Effetti StocasticiSi manifestano indipendentemente dal raggiungimento di un determinato livello di esposizione e sono generalmente caratterizzati da un tempo di insorgenza lungo.

    Non è quindi possibile ridurre a zero il rischio di insorgenza del danno, tuttavia la limitazione dell’esposizione riduce la probabilità (per effetti stocastici) o la gravità (per effetti deterministici) degli effetti a lungo termine.

    Conseguenze della Radiazione Ottica sull’occhio

    La massima efficacia biologica della radiazione ottica, per induzione di fotocheratite e fotocongiuntivite, si verifica per esposizione a lunghezze d’onda inferiori a 300 nm. I sintomi più frequenti sono fotofobia, lacrimazione e sensazione di corpo estraneo.

    Per esposizioni a lunghezze d’onda superiori a 300 nm è stata dimostrata una maggiore incidenza di cataratta. Le opacità del cristallino possono essere sia transitorie sia permanenti.

    "#RadiazioneOttica sull'occhio: per esposizioni a lunghezze d’onda superiori a 300 nm è stata dimostrata una maggiore incidenza di #cataratta"

    In individui afachici, la radiazione UV può raggiungere il tessuto retinico e indurre fotoretinite. È stata inoltre esaminata la possibilità che l’esposizione ultravioletta sia tra i fattori causali del melanoma dell’uvea, sebbene gli studi epidemiologici complessivamente non mostrino una convincente associazione con l’esposizione solare, ma risulti correlato all’impiego di lampade solari.

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