
La spesa per i farmaci veterinari è in aumento. Ogni proprietario, infatti, fa di tutto pur di mantenere in salute e non far soffrire il proprio amico a quattro zampe. Studi condotti da Eurispes e Assalco Zookmark confermano che il 55,3% delle famiglie italiane vive con un animale da compagnia, per una popolazione totale di 60,4 milioni di animali nel nostro Paese.
La farmacia si dimostra nuovamente il canale privilegiato per l’acquisto dei vari prodotti necessari per la cura e il benessere dell’amico animale.
Accade spesso che i farmaci umani vadano a sostituire i farmaci veterinari. Tuttavia, anche a parità di principio attivo, i farmaci veterinari sono diversi perché studiati appositamente tenendo conto del metabolismo di ciascuna specie. Utilizzare un farmaco non studiato per gli animali potrebbe portare a variazioni pericolose sia di farmacocinetica che di farmacodinamica.
Il fenomeno dell’antibiotico resistenza rappresenta oggi un problema prioritario di sanità pubblica. In medicina veterinaria, gli antimicrobici sono utilizzati sia per cure individuali che negli allevamenti intensivi. Risulta quindi fondamentale gestire gli antibiotici in modo da ridurne al minimo la resistenza e mantenerne l'efficacia clinica.
I farmaci veterinari in Italia sono normati principalmente dal D.Lvo 06/04/2006 n. 163 (Codice comunitario dei medicinali veterinari) e dal D.Lvo 158/2006. Si suddividono in medicinali per animali da affezione (compagnia) e medicinali per animali da reddito.
La prescrizione veterinaria ha modalità di redazione proprie. Ad esempio, se devono essere somministrati a un animale farmaci OTC o SOP per uso umano, devono essere venduti solo dietro presentazione di ricetta veterinaria non ripetibile. L'uso di medicinali umani per animali è sempre eccezionale (uso in deroga).
La diffusione delle resistenze può essere contrastata minimizzando l'uso di antibiotici sistemici attraverso terapie mirate e protocolli basati su antibiogrammi, oltre a un dosaggio e una durata del trattamento razionali.
Indagini europee e italiane mostrano che penicilline, tetracicline e cefalosporine sono le classi più prescritte. Un dato sorprendente da uno studio condotto a Milano è che meno del 5% degli antibiotici viene prescritto in seguito a esame batteriologico e antibiogramma. La scelta di un antibatterico dovrebbe sempre considerare i risultati colturali e lo spettro d'attività.
La scelta del farmaco deve considerare il sito d’infezione. Alcuni antibiotici hanno grande affinità per tessuti specifici (es. tetracicline per l'osso), mentre altri passano bene nei tessuti infiammati (fluorochinoloni e macrolidi).
Nella medicina degli animali da compagnia, la maggior parte delle terapie è orale. La biodisponibilità può variare molto in base alla presenza di cibo, quindi è fondamentale istruire correttamente il proprietario sulla modalità di somministrazione.
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Articolo tratto dalla lezione della Dott.ssa Silvana Urru: “I farmaci veterinari”.